Autoemoterapia (GAET)

INFORMATIVA AUTOEMOTERAPIA (GAET)

L’Ossigeno-ozono terapia per via endovenosa consiste nell’effettuare un prelievo di sangue da una vena periferica con un ago da trasfusione e nella sua re-infusione dopo aver addizionato al sangue una miscela di ossigeno-ozono (O2-O3) alla concentrazione impostata dal medico, in base alla patologia da trattare.
Il prelievo si esegue utilizzando un flacone sterile di vetro sottovuoto, contenente 20ml di anticoagulante. Si preleva una quantità di sangue di ca. 250ml a cui verrà addizionato la miscela di O2-O3 in base alle indicazione terapeutiche consigliate dal medico.

Si lascia interagire il sangue con la miscela di O2-O3 per una decina di minuti e si procede con la re-infusione.

La procedura richiede in media 40/50 minuti ed è priva di effetti collaterali.
La terapia non interferisce con eventuali altre terapie farmacologiche in atto, per cui al paziente non viene richiesto di sospendere alcun trattamento.
Non esistono allergie all’Autoemo-terapia poiché si fa unicamente uso  di una miscela di O2-O3.

Il programma terapeutico standard è basato su un ciclo iniziale di 10 sedute da effettuarsi nell’arco di un mese e mezzo circa, seguito da sedute di mantenimento che verranno fissate in base alla patologia da trattare.

In alcuni casi il medico, vista l’eventuale gravità della patologia, può decidere di impostare un piano terapeutico personalizzato che prevede sedute più ravvicinate.

Dolori Tendinei

DOLORI MUSCOLO TENDINEI

I tendini sono strutture dalla consistenza fibrosa ed elastica, di colorito piuttosto chiaro quasi madreperlaceo. Molto resistendi alle sollecitazioni meccaniche, trovano sede tra i muscoli ed il tessuto scheletrico.

Il loro delicato e insostituibile compito è quello di trasmettere gli impulsi meccanici che derivano dalla contrattura muscolare alle parti scheletriche.
Forniti di vascolarizzazione propria, i tendini posizionati nei vari siti del nostro corpo variano per forma e dimensione a seconda del lavoro per i quali sono stati concepiti.
Infatti sono lunghi e sottili se devono provvedere a movimenti fini, corti e robusti se invece sono coinvolti in movimenti di potenza.
Malgrado la perfezione di queste strutture a volte capita che alcune di esse (se troppo o malamente sollecitate), diano origini a sintomatologie dolorose spesso anche molto fastidiose, che talvolta se persistono rendono quasi impotente l’arto e lo stesso distretto interessato.
Inizialmente le infiammazioni tendinee più comuni presentano solamente un processo flogistico più o meno fastidioso a cui spesso non diamo nemmeno sufficiente importanza scambiandolo per un comune dolore articolare o muscolare, che solitamente usiamo trattare con i classici e tradizionali farmaci da banco per l’automedicazione (come i FANS).
La persistenza di questi fastidiosi dolori, dati spesso da un’errata o da un’approssimativa valutazione dei sintomi, accompagnata dal mancato riposo e dalla prosecuzione delle azioni quotidiane e delle attività sportive, può nel tempo anche dare origine a processi infiammatori molto più gravi e importanti di quelli riscontrati inizialmente, con possibili danni  di origine degenerativa, che nella gran parte dei casi non avrà facile risoluzione in tempi brevi.

La valutazione della sintomatologia che compare perciò in caso di un iniziale stato di dolore tendineo o articolare, dovrà essere per tempo valutata con la massima serietà e responsabilità, per evitare di incorrere in un secondo tempo in particolari patologie ricorrenti, che potrebbero rallentare non poco l’ attività quotidiana o ridurre i nostri progressi nell’ambito sportivo
Spetterà quindi sicuramente ad uno specialista dopo un anamnesi molto attenta e approfondita, anche attraverso una collaborazione interdisciplinare tra diverse specialità, concorrere al raggiungimento di una corretta e precoce diagnosi per arrivare quanto prima ad un trattamento terapeutico adeguato alle necessità del caso.

Alcune delle più comuni indicazioni che potremo inserire nelle nostre attività quotidiane saranno perciò delle semplici regole mirate a introdurre giornalmente delle facili operazioni di movimento e riscaldamento articolare a cui i nostri professionisti potranno associare diverse terapie quali criolaser foresi, criosauna, K Laser (laser ad alta potenza), Tecar® terapia fino ad arrivare, nei casi più ostinati, ad infiltrazioni con ossigeno-ozono.

Sarà nostra cura individuare la terapia più idonea per ottenere la risoluzione della patologia dolorosa.

Human® Tecar

TECARTERAPIA®
TRASFERIMENTO ENERGETICO CAPACITIVO RESISTIVO

La Tecarterapia® è una tecnica che stimola energia dall’interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antiinfiammatori. La ragione d’essere della Tecarterapia® sta nella costatazione che ogni patologia osteo-articolare e dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito.

L’idea di trasferire energia ai tessuti infortunati è comune a molte terapie (radar e Marconi terapia usano l’effetto antenna, la magnetoterapia l’effetto Faraday-Neumann, etc..), ma tutte queste somministrano energia proveniente dall’esterno.
La Tecarterpia®, invece, agisce diversamente, essa infatti richiama le cariche elettriche da tutto il corpo, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori affacciati e separati da un isolante. Se si collegano i due conduttori ad un generatore elettrico di differenza di potenziale, sui conduttori si accumuleranno cariche elettriche che si opporranno alla corrente fino a indurla a zero quando il sistema è carico.

Nella Tecarterapia® un elettrodo è collegato ad un generatore la cui frequenza è pari a 0,485MHz, mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto biologico.
La scelta di utilizzare la frequenza sopracitata deriva dal fatto che, in base ai numerosi studi eseguiti fino a questo momento, essa sembra essere quella più efficace a livello di risultati.

Nella zona sotto terapia si avrà un flusso di cariche con attivazione metabolica e un effetto termico endogeno (cioè che nasce dall’interno). Se l’ elettrodo mobile non è elettricamente isolato, la concentrazione di cariche avviene nei tessuti a più alta resistenza (osso e articolazioni) che fungono quindi da isolanti (contatti resistivi).

La Tecarterapia® è quindi indicata per:

  • esioni muscolao-tendinee
  • lesioni legamnetose
  • borsiti
  • versamenti post-traumatici ed ematomi in profondità
  • drenaggio di formazioni microcristalline e microcalcifiche in fase “gessosa”
  • fasciti plantari
  • distacchi capsulo.murali meniscali parziali
  • tendiniti
  • tendinosi
  • ernia discale
  • bulging e protrusioni
  • distorsioni articolari
  • artrosi
  • artriti
  • sinoviti

Lombosciatalgia

LOMBOSCIATALGIA

La lombosciatalgia, acuta o cronica, è detta anche sciatica

La lombosciatalgia può essere dovuta a strappi muscolari a livello paravertebrale, a contratture muscolari oppure a schiacciamento del disco intervertebrale.

Nella maggior parte dei casi, tuttavia, è dovuta a un’ernia discale che interessa il quarto o il quinto disco intervertebrale lombare (L4-L5) e comprime la radice del nervo ischiatico o sciatico, il più grosso e lungo del corpo umano. L’ernia del disco è una dislocazione dalla sua sede fisiologica del disco intervertebrale che ha la funzione di ammortizzare i movimenti della colonna stessa. Spostandosi può andare a toccare un nervo e dare la sintomatologia dolorosa col quadro della lombosciatalgia.

Altre cause, come accennato, possono essere problemi o fastidi legati alla colonna vertebrale, dovuti a posizioni scorrette e sedentarietà che creano anomalie nella postura e favoriscono l’insorgenza di dolori articolari, vertebrali e muscolari, oppure altre patologie quali osteoporosi,  tumori o  spondiliti.
Il principale sintomo della lombosciatalgia è un dolore che si estende dalla zona dei reni alla muscolatura del gluteo e alla coscia, discendendo fino alla punta del primo e secondo dito del piede. Spesso è anche presente un formicolio o un bruciore. La lombosciatalgia può essere sia mono che bilaterale,  cioè può manifestarsi sia solo da un lato che da entrambi.
Nella terapia è previsto il riposo, per rilassare i muscoli e attenuare il peso sulla colonna vertebrale, la somministrazione di ossigeno-ozono terapia associata alla fisioterapia, che ha lo scopo di ridurre le contratture e rieducare ad una corretta postura la zona lombare e la colonna vertebrale.
Se non si risolve, nei casi più gravi, può essere necessario prendere in considerazione l’eventuale posizionamento di un cateterino peridurale per un periodo che può variare da poche settimane a qualche mese ed in ultima istanza, anche l’intervento chirurgico, previa visita neurologica e relativa risonanza magnetica nucleare (RMN)

Ciclo infiltrativo

INFILTRAZIONI

Per ciclo infiltrativo si intendono 3 – 4 sedute dove l’ortopedico infiltrerà il paziente usando, a seconda della patologia da trattare, il cortisonico,  l’acido jaluronico o il PRP.
Le infiltrazioni con cortisonico si sono dimostrate un valido strumento per il trattamento sintomatico delle patologie degenerative ed infiammatorie articolari. Il tempo di azione è rapido e la risoluzione del dolore avviene generalmente nell’arco di un paio di giorni.
L’utilizzo dell’acido ialuronico intrarticolare è un trattamento ormai consolidato per i casi di patologia artrosica lieve-moderata. Si tratta di un componente naturalmente prodotto dalle cartilagini articolari, che ne garantisce il trofismo e la lubrificazione. Non si tratta di un farmaco e pertanto gli effetti collaterali sono praticamente nulli. Il tempo di azione è tendenzialmente più lungo e il beneficio si avverte circa un mese dopo il termine del ciclo infiltrativo.
La terapia infiltrativa con P.R.P. risulta essere applicabile ad una vasta gamma di patologie. Tra le maggiormente trattate si contano tendinopatie come quelle dell’achilleo e del rotuleo, degenerazioni e lesioni delle cartilagini articolari. Non essendo un farmaco ma un prodotto ottenuto dal sangue del paziente stesso, il concentrato piastrinico non presenta effetti collaterali, risulta di sicura somministrazione e può essere ripetuto nel tempo.

Interventi Ortopedici

INTERVENTI ORTOPEDICI

Qualora la patologia non sia più controllabile con la terapia conservativa, potrebbe risultare necessario ricorrere ad una soluzione chirurgica.

Il nostro poliambulatorio è in diretto contatto con il Policlinico S. Giorgio di Pordenone dove l’equipe ortopedica, diretta dal Dr. Maurizio Valente, esegue quotidianamente una vasta gamma di interventi chirurgici.

Le patologie maggiormente trattate sono a carico di anca e di ginocchio.

La sostituzione protesica dell’anca viene eseguita per via anteriore mini-invasiva, garantendo un minimo intaccamento dei tessuti ed un rapido recupero post operatorio.

A livello del ginocchio vengono eseguiti interventi in artroscopia per lesioni meniscali e ricostruzione legamentosa, interventi di osteotomia per il ripristino del corretto asse di carico dell’arto inferiore, sostituzione protesica totale o monocompartimentale per la patologia artrosica avanzata. Vengono inoltre eseguiti interventi per la risoluzione di patologie a livello della spalla (lesioni della cuffia dei rotatori, conflitto sub-acromiale), delle mani (S. del tunnel carpale, morbo di Dupuytren, morbo di de Quervain, rizoartrosi), dei piedi (alluce valgo, fascite plantare, piede piatto).

P.R.P.

Cos’è il P.R.P. ?
Negli ultimi anni, un numero sempre maggiore di studi ha indirizzato l’attenzione della comunità scientifica verso i fattori di crescita autologhi. Le recenti scoperte e la conoscenza dei processi biologici ad essi legati, hanno creato un crescente interesse nei confronti di un loro possibile utilizzo terapeutico. Il termine “fattore di crescita” (spesso usato nella forma inglese “growth factor” – G.F) si riferisce a proteine capaci di stimolare la proliferazione e la differenziazione cellulare.
Il Platelet-Rich Plasma (P.R.P. ossia plasma arricchito in piastrine), è un prodotto di derivazione ematica studiato da numerosi anni in diverse branche della medicina. Centrifugando un campione di sangue del paziente, è possibile separare la parte corpuscolata del sangue (prevalentemente globuli rossi) dalla parte liquida (il plasma).

 

Iniezioni intravitreale

Che cosa è?
Numerosi farmaci possono essere iniettati all’interno dell’occhio per il trattamento di alcune malattie retiniche e maculari.
Le iniezioni intravitreali si riferiscono all’introduzione di un determinato farmaco con un ago, che attraversando la sclera  (la parete esterna bianca dell’occhio) riversa il contenuto della siringa nella cavità oculare interna riempita dal corpo vitreo. Le iniezioni intravitreali si differenziano da quelle peri-oculari, dove i farmaci sono distribuiti intorno all’occhio.
Queste medicine hanno un ruolo importante nella gestione di malattie come la degenerazione maculare senile, la retinopatia diabetica, le occlusioni vascolari le retiniche, il glaucoma neovascolare e altre caratterizzata comunque o dalla presenza di edema o di neovascolarizzazione.
La Procedura
Un’iniezione intravitreale non si discosta molto da un’iniezione praticata in qualsiasi altra parte dell’occhio. Tuttavia è necessario qualche accorgimento.
E’ praticata in sala operatoria per questioni di sicurezza, legate alla sterilità Il viso del paziente è coperto da un telo monouso con un’apertura per l’occhio. Le palpebre sono tenute aperte da un piccolo divaricatore, il blefarostato. L’occhio, previa anestesia locale, è disinfettato con iodo-povidone, un liquido in grado di uccidere tutti i germi in pochi secondi. A seguito di una seconda dose di anestetico locale, il chirurgo con una siringa con ago molto piccolo (27G) inietta una quantità minima di farmaco (di solito 0,05-0,1 cc) all’interno dell’occhio.
La puntura è eseguita nella sclera, la parte bianca dell’occhio, a circa 3,5-4 mm dalla cornea, direttamente nella cavità vitreale.
A fine procedura, l’occhio è nuovamente disinfettato e medicato con antibiotico.
La procedura non è particolarmente dolorosa, se l’anestetico è usato correttamente e per il tempo necessario.  Dopo l’iniezione è possibile avvertire con delle “mosche volanti” all’interno del campo visivo che scompaiono in genere dopo qualche ora. Nel punto d’iniezione potrà comparire una piccola emorragia.
In genere, già il giorno dopo, tutto torna alla normalità.
I rischi delle iniezioni intravitreali sono soprattutto dipendenti dal tipo di farmaco iniettato.
La procedura per se è molto sicura.

Prognosi
L’efficacia delle iniezioni intravitreali dipende dal tipo di malattia trattata e dal grado di avanzamento della malattia stessa.
Le iniezioni sono in genere ripetute fino al regredire della patologia, o fino alla perdita di efficacia.

Fisiokinesiterapia

FISIOKINESITERAPIA
FKT

La Fisioterapia è una branca delle scienze sanitarie che si occupa della prevenzione, cura e riabilitazione dei pazienti affetti da patologie o disfunzioni congenite o acquisite in ambito muscolo-scheletrico, neurologico e viscerale attraverso molteplici interventi terapeutici, quali: terapia fisica, terapia manuale/manipolativa, massoterapia, linfodrenaggio, terapia posturale, chinesiterapia, terapia occupazionale e altre.

Il fisioterapista non è medico per cui la diagnosi della patologia osteo-neuromuscolare e le indicazioni prognostiche e terapeutiche (inclusa la fisioterapia) sono di sola pertinenza medica specialistica.

La fisioterapia è praticata dal professionista laureato in fisioterapia (Fisioterapista), che svolge in via autonoma, o in collaborazione con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione delle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita o acquisita. Quindi solo il fisioterapista in riferimento alle indicazioni diagnostiche e alle prescrizioni mediche, nell’ambito delle proprie competenze, elabora autonomamente il programma fisioterapico volto alla risoluzione della patologia che affligge il paziente.

SCOPI DEL TRATTAMENTO

Riduzione e annullamento del dolore e altri sintomi e segni di sofferenza: trattamento da effettuarsi già a partire dalle condizioni più acute e severe, in modo da anticipare il più possibile l’azione benefica e di sollievo.

Normalizzazione delle strutture neuro-muscolo-scheletriche disfunzionali e sintomatiche: con riferimento a limitazioni nella mobilità articolare o nell’equilibrio di forze e tensioni muscolari.

Riabilitazione funzionale: i risultati ottenuti vanno integrati nella funzionalità quotidiana, con recupero della più normale vita di relazione e lavorativa.

Cryosauna

Cos’è la cryosauna?

La Crioterapia Sistemica è un trattamento basato sull’esposizione dell’organismo a temperature molto basse (da -100° a -160°C), per una durata limitata di tempo, da un minuto e mezzo a tre minuti circa.

Benché ancora poco conosciuta in Italia, in Europa migliaia di persone di tutte le età la utilizzano regolarmente con risultati sorprendenti.
Da alcuni anni anche nel nostro paese la Crioterapia Sistemica ha iniziato a diffondersi tra gli atleti professionisti con lo scopo di recuperare più velocemente dagli allenamenti e dalle prestazioni intense e per accelerare i tempi di recupero al seguito di lesioni e traumi.

Nello sport sia amatoriale che professionale la Crioterapia Sistemica è ormai ben nota e largamente utilizzata da campioni olimpionici, mondiali e nazionali di calcio, ciclismo, di rugby e atleti di endurance con due scopi fondamentali:

Miglioramento delle prestazioni
Favorire il recupero muscolare dopo allenamenti e performance
Contrastare l’infiammazione causata da esercizio fisico
Migliorare le capacità aerobiche

A seguito di infortunio:
Accelerare i processi di guarigione in generale
Favorire l’assorbimento degli ematomi
Contrastare l’infiammazione che si produce dopo stress intensi

La Crioterapia Sistemica si utilizza quindi per:
Lesioni muscolari
Tendinopatie acute e da sovraccarico
Sindromi dolorose da affaticamento (DOMS)
Sindromi miofasciali
Contusioni ed ematomi anche persistenti
Lesioni capsulo-legamentose

L’esposizione del corpo a queste temperature sollecita l’organismo umano e favorisce la riattivazione e il riequilibrio della circolazione sanguigna, del sistema endocrino, del sistema immunitario e del sistema nervoso centrale.

In medicina vengono sfruttati gli effetti del freddo sia in ambito ortopedico, traumatologico e reumatologico.
In entrambi i casi si sfruttano gli effetti del freddo sistemico. Il miglioramento e l’ossigenazione del circolo e del sangue garantiscono un ottimo effetto anti infiammatorio che è sostenuto dal potere antiossidante della terapia.
A livello tissutale si ha un riequilibrio dell’attività cellulare che migliora ed accelera i meccanismi di guarigione.
Infine la riattivazione del sistema endocrino e l’effetto di riequilibrio sul sistema nervoso simpatico e parasimpatico agiscono in modo straordinario sul sistema immunitario.
Quest’ultima risulta una nuova ed interessantissima frontiera per la lotta contro gran parte delle patologie autoimmuni e reumatologiche.
I campi di utilizzo in medicina sono:
IN ORTOPEDIA
Per combattere i dolori articolari su base artrosico-degenerativa
Per il trattamento della Lombalgia comune tensiva
Nelle Lombalgie da disfunzione del disco intervertebrale
Lombalgie su base artrosica
Cervicalgie tensive, infiammatorie e su base degenerativa /discale
Patologie infiammatorie dell’apparato muscolo scheletrico
Postumi dolorosi di traumi acuti e da sovraccarico di articolazioni
Tendiniti e problemi muscolari
Miositi e fibromiositi
Osteoporosi primaria e secondaria
Coaudiuvante dei trattamenti fisioterapici

IN REUMATOLOGIA
Trattamento della Poliartrite cronica
Artrite Psoriasica
Patologia autoimmuni come il Lupus Eritematoso sistemico
Polimiosite
Fibromialgia

Nell’ambito del benessere generale, grazie alle sedute di Crioterapia Sistemica si ha un incremento dell’apporto di ossigeno e di nutrimenti alla cute ed al tessuto sottocutaneo, un’importante effetto di ossidoriduzione che contrasta fortemente i fenomeni ossidativi di invecchiamento tissutale e cutaneo ed una contrazione delle fibre collagene, la pelle diventa compatta meglio nutrita e migliora le sue doti di elasticità conferendo un ringiovanimento visivo evidente, si riducono e si prevengono le rughe.

La Crioterapia viene effettuata utilizzando un’apposita camera, dalle dimensioni di una doccia solare. Dopo l’esposizione al freddo all’interno della Criosauna, potrete effettuare 10 minuti di lavoro aerobico leggero su cyclette.